Una buona veste grafica è come un abito. Senza contenuti, però, puoi solo guardarla. Con penna e scrittura io animo “l'abito” di contenuti: giornali, campagne elettorali, l'attività di enti pubblici o di pubblici amministratori, siti web. Comunico, insomma. Creo o rendo un mezzo di informazione - tradizionale, elettronico, web - interessante e, per quanto possibile, completo. In questo sito racconto del mio lavoro. Senza veli. Perché, sul web, siamo vestiti solo delle nostre parole.

Chi si ricorda di Predappio? La memoria ingombrante della città natale di Benito Mussolini.

La casa natale di Benito Mussolini in un'immagine d'epocaPuò un paese essere ammalato di nostalgia? Sì, se quel paese si chiama Predappio. Ma non è il "desiderio struggente di un ritorno" che ci raccontano i dizionari: sono le macchiette che inchiodano la città ad una data, una nascita, un mito artificiale alimentato dalla macchina propagandistica del ventennio, diventate grottesco merchandising nei tre - negozi - tre di souvenir fascisti, il primo dei quali da il benvenuto entrati in paese. Un legame che nega a Predappio qualcosa di più dell'essere la città natale di Benito Mussolini. O anche di meno: magari solo un tranquillo, piccolo borgo appenninico. Ci stanno provando, i predappiesi, ad essere "Città del Novecento". Di TUTTO il novecento. Ma «siamo legati indissolubilmente al nome di Mussolini, negarlo non si può - dice il sindaco Giorgio Frassineti - cosa dobbiamo fare, nasconderci?»

Non si può. «Quando andiamo in Sicilia e diciamo di dove siamo ci guardano con due occhi così», racconta Frassineti, con una veemenza e un'ironia che lo fa assomigliare all'assessore Cangini di Paolo Cevoli. Per non parlare del maestro di sci altoatesino: «saputo da dove venivo si è arrabbiato ed è andato via senza neanche salutare! Ma sarà colpa nostra se Mussolini è nato qui?!» Non va meglio con quelli «che si appuntano la medaglietta di antifascisti al petto. In 250 mi hanno attaccato alla Casa Artusi, quando hanno organizzato "A cena col Duce". Anche questi sono nemici di Predappio, sono l'ignoranza, i pregiudizi, padre Tam: sono quelli che vengono qui a prendere e basta. Predappio è sfruttata, anche dai negozi. Cosa c'entriamo noi con i tanga "boia chi molla"? E' questo che ci rappresenta? Io penso a Predappio invece come alle città sottili di Italo Calvino: "è inutile stabilire se sia da classificare tra le città felici o infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare forma ai loro desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare le città o ne sono cancellati". Predappio è come Zenobia».  Continua la lettura »

«I miei primi 40 mesi»: la deputata riminese Elisa Marchioni presenta il volume che raccoglie gli atti parlamentari dal 2008

Copertina libro Elisa Marchioni «Una testimonianza del percorso politico che ha preparato in qualche modo l’attuale situazione di governo», e anche «una raccolta parziale ma utile per sintetizzare una parte del lavoro di parlamentare svolto» e infine, un modo per rendere conto dell’attività svolta «tutto ciò che è nato dall’ascolto di chi vive nel territorio e che ho portato a Roma, alla Camera dei deputati o nel confronto con il Governo». Ha molte sfaccettature il volume “I miei primi 40 mesi” di Elisa Marchioni, (scarica il pdf del libro) che raccoglie la sua attività parlamentare dall’elezione nelle liste del Partito Democratico, nell’aprile 2008 ad oggi. Duecento otto pagine che raccolgono, a cura del giornalista Enrico Rotelli, «I progetti di legge presentati, i progetti di legge cofirmati, le interpellanze, le interrogazioni, gli ordini del giorno e gli interventi significativi alla Camera dei Deputati durante la prima metà della XVI Legislatura».

Lo ha presentato all’indomani del voto della manovra del governo Monti, «uno scenario che era fantascienza ipotizzare nel 2008 – ha detto Elisa Marchioni – quando mi sono trovata, dall’opposizione, di fronte alla la più grande maggioranza mai uscita dalle urne italiane, una maggioranza mai così numerosa dal dopoguerra. Una raccolta che è un racconto parziale, perché mancano la politica gli incontri, le persone, l’attività di partito, le assemblee i circoli… ma utile – dice Elisa Marchioni a proposito del volume – perché spiega almeno parte del percorso politico. E’ una raccolta di atti: le leggi presentate, tutte, con lo spirito però «di presentare quelle effettivamente che potenzialmente possano essere approvate». Approvata è stata infatti la legge sottoscritta con altri colleghi, per il passaggio dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna. Tra le proposte presentate, ricorda «la legge sui buoni vacanza, uno strumento che in Francia movimenta un miliardo 600 milioni di euro con un meccanismo di benefit che usano le aziende, simile ai buoni pasto, mentre da noi sono uno strumento da appena 5 milioni euro erogato come sussidio. O la riformulazione dell’Enit, un «ente importante ma che non fa nulla e sul quale abbiamo chiesto una commissione d’indagine per come è stata gestita negli ultimi due anni e sulle assunzioni che sono state fatte». Oppure sulla valorizzazione delle banche del tempo, «una realtà di volontariato nata e radicata nel nostro territorio ma presente a macchia di leopardo in tutta Italia».  Continua la lettura »

Il Centro Pio Manzù rende omaggio al secolo delle donne. Nella tre giorni di Rimini premiata la città di Fukushima

Un Pio Manzù dedicato al futuro e alle donne: dopo numerose testimonianze di successi al femminile che hanno costellato le passate edizioni, quest'anno le giornate di studio riminesi vaticinano un secolo "XXI Femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposte di genere al futuro dell'umanità". Questo il titolo della tre giorni che si apre a Rimini venerdì 21 ottobre per concludersi il 23 con il conferimento delle onorificenze del Presidente della Repubblica italiana e del Centro Pio Manzù a personalità distintesi per cultura o per il loro contributo al progresso civile e sociale. Tra queste Ngozi-Okonjo Iweala, ministro dell'Economia della Nigeria, la giornalista Milena Gabanelli, Shulamith Koenig, fondatrice del People's Movement for Human Rights Learning.  Continua la lettura »

"Schindler's list" a rovescio per i lavoratori Scm. Rimini, 45 operai in cig a 0 ore prima del licenziamento. C'è chi è invalido

Gli operai in sciopero l'hanno chiamata «Schindler list» sui cartelli, «esuberi strutturali» invece li ha chiamati l'Scm group, azienda metalmeccanica di macchinari e sistemi per il legno: la più grande di Rimini, suo terzo fiore all'occhiello nella proiezione mondiale, dopo Fellini e la spiaggia. Sono 45 tra operi e impiegati che l'azienda in crisi non vuole più, e che dall'ultima contrattazione sono in Cassa integrazione straordinaria a 0 ore per 12 mesi. Non a rotazione come gli altri. Una lista però si è trovata - dicono - ricopiata da un file: una serie di nomi e accanto «limitato», «assenteista», «distratto», «inconstante», altri nomi con un pallino rosso o nero. Come se non bastasse il clima di preoccupazione che si è instaurato tra i 1734 dipendenti - e le pressioni - da quando il gruppo leader nel mondo non macina più fatturati da 646 milioni con utili da 36.  Continua la lettura »

Io, ragazza di vent'anni e il mio 25 aprile di rabbia. Parla Anna, iscritta all'Anpi Rimini

Resistenza, 25 aprile... «non se ne parla molto a scuola. Mi sto formando per conto mio» Anna ha 19 anni, una maturità classica appena passata «bene e ora iscritta a lettere moderne». La sua formazione l'ha portata a seguire le iniziative dell'Anpi, dapprima viaggi sui luoghi della memoria, poi a iscriversi. «Quando ho saputo che volevano spostare il 25 aprile ho sentito molta rabbia. E' un attacco a una festa che hanno sempre cercato di screditare». Anna Casadei è una ragazza «in autoformazione». Che ascolta un po' tutta la musica ma cita per primi cantautori come De André, Vecchioni, «ma anche gli attuali: conosce i Modena City Ramblers?» Un poco.

Resistenza e 25 aprile. Dicevi che non sono argomenti di cui si parla molto a scuola...

«Non molto, mi sono formata per conto mio, attraverso i giornali, la tv, Anno zero, Ballarò. Poi ho frequentato un collettivo studentesco, ho partecipato alla sensibilizzazione per i referendum. Ai temi della Resistenza ci sono arrivata attraverso il collettivo e frequentando il circolo di lettura della Libreria Viale dei ciliegi, dove abbiamo organizzato una gita a Marzabotto in collaborazione con l'Anpi di Rimini. A scuola si studia un po' la Resistenza, però è un programma scolastico. Abbiamo approfondito più il Risorgimento, per il 150°, mentre il 25 aprile abbiamo avuto un incontro sul ruolo delle donne partigiane. Credo sia stato faticoso per quelle donne trovare il coraggio di fare ciò che hanno fatto. Finché non ci sei non ti sembra possa essere vero. Magari erano spinte dalla libertà e hanno superato la paura. Adesso è facile dirsi antifascisti, non ci sono problemi gravi e contingenti che ti facciano rischiare la vita».  Continua la lettura »

«Governo subdolo: così cancella la storia» Intervista a Maurizio Ridolfi

 

«No alla soppressione delle Feste civili»: poche parole ma eloquenti che diventano un blog, soppressionefestecivili.blogspot.com e una raccolta firme varati da alcuni insegnanti universitari e amministratori emiliano romagnoli. Roberto Balzani, sindaco di Forlì, Thomas Casadei docente all'Università di Modena e Reggio, il rettore di scienze politiche dell'Università di Tuscia Maurizio Ridolfi, Sauro Mattarelli, presidente della fondazione Oriani di Ravenna, uniti nel dire che «la soppressione delle feste civili, contenuta nelle misure straordinarie di finanza pubblica del Governo di questo agosto, è un colpo molto duro inferto al già precario equilibrio simbolico su cui si regge l'identità della Repubblica».

Quanto duro, professor Ridolfi

«Ha stupito questo assordante silenzio su una misura che incide sulla rappresentazione della Repubblica, così come continuano i ragazzi a conoscerla a scuola. Faccia un confronto con la Francia o gli Stati Uniti: sarebbe possibile cancellare il 14 luglio francese o il 4 luglio? E invece è successo con un provvedimento che ha tutt'altro scopo e finalità. Occorre mettere di fronte alla pubblica opinione un fatto di tale portata: sta succedendo ciò che non è accaduto mai, la cancellazione di quei simboli che nel passaggio da una generazione a un'altra hanno rappresentato l'immaginario della Repubblica».  Continua la lettura »

Feste soppresse, allarme della Riviera: «300 mila turisti in meno». Osservatorio turismo Apt ha calcolato le presenze nei ponti

Se si tagliano i ponti ti legati alle festività civili - 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno - come annunciato dal governo nella manovra, si tagliano qualcosa come 100 mila presenze turistiche ad ogni week end lungo sulla riviera emiliano romagnola. Cifre alla mano è quanto dimostrano i dati forniti dall'Osservatorio del Turismo, curato da Trademark Italia per Apt servizi. Alessandro Lepri, senior partner dell'istituto di ricerca, si basa sul 2008, anno contrassegnato da un 25 aprile caduto di venerdì e il 1° maggio di giovedì. Ebbene, «per il 25 aprile dai lidi ravennati a Cattolica abbiamo avuto oltre 150 mila presenze, mentre sono salite a 160 mila nel primo maggio. Invece il 25 aprile del 2010, caduto di domenica, abbiamo avuto 45 mila presenze». Tra i dati raccolti dall'osservatorio ci sono anche i volumi d'affari: nel 2008 i due ponti festivi hanno significato «11, 5 milioni di euro per alberghi, 15 milioni per ristoranti - compresi i pendolari e chi soggiorna in hotel con prima colazione - 3,5 milioni per discoteche e locali di ritrovo, 4 milioni e oltre per i parchi divertimento». Una bella iniezione per l'economia turistica che allo stato attuale del decreto del governo, però, non si potrà replicare per i ponti del 2012.

Facile comprendere quindi il «Quaderno delle doglianze» che operatori e amministratori emiliano romagnoli stanno scrivendo in queste ore. I ponti di primavera, ad esempio, sono il primo atto, insieme a pasqua, della stagione turistica. Troppo freddo per i bagni di mare, ma tempo abbastanza mite per raggiungere i parchi tematici: Mirabilandia a Ravenna, Italia in Miniatura a Rimini, Oltremare a Riccione e l'Acquario di Cattolica. Che infatti aprono i battenti, sostenuti dal primo battage pubblicitario che diffonde Apt servizi. «In un fine settimana normale abbiamo tra le 5 e le 6 mila persone - spiega Paolo Rambaldi, di Italia in Miniatura, 150 dipendenti che salgono a 175 in alta stagione - con un ponte di tre giorni o 4 saliamo a 15 o 20 mila ospiti. Presto fatto il conto: a 25 euro a biglietto sono 250 mila euro di rimessa per un ponte mancato. Una differenza dell'8% circa sul fatturato annuale e noi non abbiamo margini tali da sopportare una simile differenza». Per altre strutture, si parla di un'incidenza tra il 10 e il 12% sul fatturato.  Continua la lettura »

La stangata. Dal sindaco leghista anatema sul governo. La rabbia dei municipi di Casteldelci e Maiolo destinati a scomparire

Una frana fece sparire Maiolo nel 1700, lasciando di un castello a picco sul Marecchia appena due torrioni. Leggenda vuole sia stata la punizione divina a causa di un ballo in maschera in Quaresima. Ma i maiolesi - abituati alle frane ancor oggi - rifecero il centro qualche chilometro più in là e la vita ha ricominciato. Oggi la frana su Maiolo si chiama Manovra e, se tutto va come annunciato, lo farà sparire dall'elenco dei comuni. Ha "solo" 820 abitanti, ma non è l'unico in Valmarecchia. Qualche decina di chilometri più a sud est c'è Casteldelci, che ne conta poco più della metà, il 65% oltre i 65 anni, ma un territorio doppio. Stesso destino. E stesse reazioni tra amministratori e cittadini: imbufaliti.

«Siamo comune dal 1200, nel 1480 ci citavano, a dispetto di questi governanti che non verranno ricordati. Questo era luogo di visitazione culturale - Dante fu ospite di Uguccione della Faggiola. Signore dell'epoca - che a confronto Tremonti e compagnia bella scompaiono» sbotta il sindaco di Casteldelci, Mario Fortini, della Lega, ma eletto da una lista civica. Come quasi tutti i sindaci in vallata, del resto. Nei piccoli comuni montani la politica è "leggermente" diversa da quella romana o delle grandi città. Le grandi paure sono lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione. E un comune come Casteldelci, che conta 200 famiglie e una densità di popolazione di 9 abitanti per kmquadrato, «come il Canada», punta a salvaguardare i servizi minimi, come la scuola «l'unica che tiene aperta fino alle 17,30. Neanche a Rimini ce l'hanno», o mantenere decorosamente i 90 chilometri di strade comunali, «d'inverno pulitissime, meglio che a Rimini». Non male, visto che l'80% del territorio è sopra gli 800 metri.  Continua la lettura »

Ascanio Celestini commemorerà i Tre martiri il 16 agosto agli Agostiniani: «La fila indiana – Il razzismo è una brutta storia»

Sarà l'attore Ascanio Celestini a commemorare per l'Anpi il 16 agosto il sacrificio dei Tre martiri avvenuto nel 1944 - Adelio Pagliarani, Luigi Nicolò e Mario Cappelli - con il suo spettacolo «La fila indiana - Il razzismo è una brutta storia», in programma all'arena degli Agostiniani alle 21. L'associazione degli ex Partigiani e degli Antifascisti, infatti, prosegue sul solco delle rivisitazioni culturali del messaggio della Resistenza, calandolo nel linguaggio e nei temi della contemporaneità, invitando autori di primo piano. E Ascanio Celestini, autore, narratore, scrittore, reduce dal premio Gobbo d'oro per il suo film La pecora nera, ha risposto all'appello, presentando la sua ultima fatica teatrale, nata dall'ispirazione dell'Arci sul tema del razzismo. «Ho ripescato in un repertorio fatto di racconti detti fuori dai miei spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l'incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungeranno altre nel corso della breve tournée», racconta Ascanio Celestini.

«A nome dell'ANPI di Rimini voglio esprimere la nostra gratitudine al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per aver accettato l'invito fattogli dall'Amministrazione Comunale a presenziare e celebrare insieme a noi, e alla cittadinanza riminese, il ricordo del martirio dei tre giovani Partigiani - dice Giovanni Pari, presidente dell'Anpi comunale di Rimini - Le celebrazioni programmate per il 21 agosto con la partecipazione del Presidente della Repubblica, avranno un significato ancora più intenso e simbolico, infatti il Presidente Giorgio Napolitano che nella sua carica ricopre il simbolo stesso dell'Unità nazionale, custode della Carta Costituzionale e garante della Repubblica. Valori questi che sono scaturiti dalla lotta di Resistenza che hanno reso l'Italia una Repubblica e una democrazia, e hanno cancellato uno dei periodi più bui della nostra storia: la dittatura fascista». Oltre a partecipare alla commemorazione del 21 alla presenza del Presidente della Repubblica, l'Anpi e i familiari delle tre vittime si troveranno per una breve cerimonia in piazza Tre martiri, nel giorno in cui cade l'anniversario dell'esecuzione, martedì 16 alle ore 10. Chi vorrà, potrà partecipare anche al successivo momento di ricordo al cimitero di Rimini, sulle tombe dei tre giovani.  Continua la lettura »

Pd in spiaggia «Siam mica qui a vedere l'Italia che affonda» Per due giorni hanno distribuito gadget e pesche nettarine

Più che in vacanza, la politica va «alla vacanza»: succede sulle coste romagnole, dai lidi ferraresi alla Riviera di Rimini, mentre stazioni e caselli svuotano il loro carico di desideri di evasione dalle città del centronord, il Pd scende nelle spiagge, appresta banchetti, regala gadget, diffonde il verbo dell'opposizione quando sulla sabbia rimbalza l'anticipo di manovra che drena 20 milioni al Welfare. All'Italia stremata sotto l'ombrellone il Pd dice che «ha bisogno di altre soluzioni: equità, lavoro e sostegno allo sviluppo». E mezz'ora prima che Berlusconi anticipasse la stangata, i democratici distribuivano braccioli per nuotare al Lido degli Estensi, «per far restare a galla nonostante la manovra del Governo». Ironici, ma da «Allegria di naufraghi».

Si è ripreso sabato a Cattolica, Riccione, Misano. A Rimini, mentre dal sottopasso della ferrovia emergono frotte di pallide figure a caccia di sole al ritmo cantilenante dei trolley, al porto i militanti «tirano su» il gazebo. «Una faticaccia organizzarli - dice Emma Petitti, segretario Pd comunale - in Romagna la vacanza è lavoro e impegni ma, come dice Stefano Bonaccini, una grande forza popolare deve guardare le persone direttamente negli occhi. E anche se è il 6 di agosto, ci siamo trovati per dire cosa proponiamo per il Paese».  Continua la lettura »

Condividi contenuti