Non ha portato fortuna al centrosinistra la sua riforma elettorale, tesa a dare stabilità al governo di San Marino: la coalizione «Riforme e libertà», Partito dei socialisti e dei democratici (Psd), Sinistra Unita e i Democratici di centro, è uscita sconfitta dal confronto con il «Patto per San Marino», che schierava 4 simboli per 7 formazioni politiche, Democrazia cristiana in testa (Pdcs), Alleanza Popolare (Ap) e i rassemblement Lista delle libertà e Unione sammarinese dei moderati (Usm). Patto che, grazie al premio di maggioranza innestato nel sistema proporzionale, governerà il Consiglio Grande e Generale, questo il nome del parlamento monocamerale, con 35 consiglieri a disposizione. Ma anche con l'obbligo di non perdere la coesione, pena lo scioglimento anticipato. Continua la lettura »