Estradizione

Estradato in Grecia per 21 grammi di fumo

Da settimane Luca Zanotti li aspettava per essere portato in Grecia. E ieri mattina, alle 5,30, i carabinieri di Santarcangelo hanno bussato per scortarlo fino a Milano, aeroporto Malpensa, da dove è partito alle 19,30: la giustizia ellenica lo reclama per un processo che non si sa, con esattezza, quando verrà celebrato. L'accusa è pesante, "Traffico internazionale, detenzione e spaccio", suona spropositata sul capo di due ragazzi, Luca Zanotti di 24 anni, Davide D'Orsi, 29, rei di essere partiti nel luglio 2005 per una vacanza con 21 grammi di fumo. Una leggerezza, che potrebbe trasformarsi in una bolla di sapone come in una condanna. Ma che per certo hanno cominciato a pagare già nell'attesa. Luca era agli arresti domiciliari e più volte ricoverato in ospedale: si è sentito male quando la corte di appello di Bologna ha concesso l'estradizione.  Continua la lettura »

Una vacanza in fumo

Exitime, rivista mensile di cultura e divertimento - copertina n. 11La storia di Luca Zanotti e Davide D'Orsi, più che di droghe leggere, è una saga dell'irrazionalità. Qualcosa tipo "Paura e delirio a Las Vegas". A ruoli ribaltati. E in quanto a delirio, non sono certo loro i protagonisti. E' sproporzionato quel che stanno patendo: consumati in attesa di essere deportati in Grecia, senza sapere quando si terrà il processo. Luca, in questa attesa, sta facendo dentro e fuori dagli ospedali. E, attenzione, mica è uccel di bosco o se la spassa: è pur sempre agli arresti domiciliari (lo dico per quel consigliere che ogni tanto delira, ma in modo naturale: senza usare sostanze psicotrope).  Continua la lettura »

«Salvate Luca e Davide». L'appello di Tonino Guerra alle autorità greche. Parla il poeta e sceneggiatore di Santarcangelo.

Una «preghiera per la Grecia, se si può avere un po' di dolcezza». E' stupito il poeta santarcangiolese Tonino Guerra di quanto sta accadendo al suo giovane conterraneo, il 24 enne Luca Zanotti. Caduto, insieme all'amico Davide D'Orsi, 28 enne di Borghi, un paese a pochi chilometri, in un incubo giudiziario. E colpito, Guerra, da tanta sproporzione in questa storia di ragazzi e di legge. Presto dovranno tornare in Grecia, in carcere, ad attendere un processo e una sentenza. Non si sa quando, ma già è spropositata l'accusa: "traffico internazionale, detenzione e spaccio di stupefacenti" per appena 21 grammi di fumo, la scorta della loro vacanza nel Peloponneso nell'estate del 2005.  Continua la lettura »

«Possono portarli via da un momento all'altro...» Due ventenni rischiano 10 anni di carcere in Grecia per 21 grammi di hashish

E' piccola Santarcangelo. Da fuori dicono sia la «città dei matti e dei poeti»: Tonino Guerra, Raffaello Baldini. Da dentro è solo un paese dove si conoscono tutti, anche solo di vista. Una realtà che oggi impatta violentemente con l'incubo kafkiano in cui sono precipitati Luca e Davide, i due ventenni che rischiano 10 anni di carcere per ventuno grammi di hashish, per una vacanza troppo spensierata in Grecia, tre anni fa, che oggi si traduce nella concessione dell'estradizione da parte dell'Italia.  Continua la lettura »

L’investitore di Jakko Pauli Hirvi, Homer Halilovic, “sarà processato in Olanda” perché cittadino olandese

Niente estradizione dall’Olanda per Homer Halilovic, l’uomo che durante una folle corsa in porsche sul lungomare travolse ed uccise il riminese Jacco Pauli Hirvi nell’estate 2001.  Continua la lettura »

Il caso Hirvi e la fuga dell’investitore: nuova interrogazione di Sergio Gambini al ministro della Giustizia.

Una nuova interrogazione parlamentare per ottenere, finalmente, risposte sulla fuga di Omer Halilovic, il bosniaco accusato di aver travolto ed ucciso Jakko Pauli Hirvi durante una folle corsa sul lungomare di Rimini: Sergio Gambini a poche settimane dall’evasiva risposta del ministro della Giustizia torna a sollecitare il membro del Governo.  Continua la lettura »

Dal ministero della Giustizia nessuna risposta "accettabile" sugli sviluppi dell’omicidio Hirvi.

“Sull’omicidio Hirvi il ministro della Giustizia si accontenta di dare vaghe risposte, inaccettabili. Il dolore di una famiglia, lo sgomento di una comunità non si leniscono con vaghi “non risulta localizzato”, vogliono sapere se si sta facendo tutto per arrestare l’autore dell’investimento, fuggito all’estero. E ottengono, invece, un ‘burocratico’ silenzio”.  Continua la lettura »

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